Nel periodo di pandemia, il 13,5% della popolazione italiana ha iniziato a bere più spesso l’acqua del rubinetto, e nel corso del 2020 sono aumentati in modo significativo (+6,5%) i consumatori occasionali, che oggi si attestano al 35,4%. A dirlo è una ricerca condotta da Open Mind Research.

I motivi principali che spingono gli italiani a bere l’acqua potabile riguardano “l’attenzione per l’ambiente” (27%), cioè evitare di trasportare e smaltire bottiglie di plastica, dato ora significativamente più rilevante rispetto agli anni precedenti (era il 12,3% nel 2018). Poi c’è la “comodità nel disporne” (25,1%), la consapevolezza che “l’acquedotto comunale fa maggiori controlli sull’acqua rispetto ai produttori dell’acqua in bottiglia” (23,4%), il “minor costo rispetto all’acqua in bottiglia” (21,3%) e infine il gusto: “la bevo perché è buona” (20,2%).

Secondo una recente indagine interna, condotta sul territorio di Acea Ato 2 – la società operativa del Gruppo Acea che gestisce il servizio idrico integrato nell’Ambito territoriale ottimale 2, Lazio centrale -, il maggiore consumo di acqua di rubinetto (35%), rispetto a quella in bottiglia (34%), non è legato principalmente al risparmio rispetto all’acqua in bottiglia, bensì ad una maggiore propensione alla sostenibilità ambientale. Per quanto riguarda i punti idrici distribuiti sul territorio, come le case dell’acqua, i nasoni e le fontanelle, per il 54% rappresentano un ottimo asset per ridurre il consumo della plastica monouso e quindi essere più sostenibili.

L’attenzione all’ambiente, e di conseguenza l’uso consapevole di una risorsa esauribile e fondamentale come l’acqua, guidano i consumi di gran parte della popolazione. In questo contesto svolge una funzione preziosa Waidy WOW, l’applicazione per un uso smart e consapevole delle risorse idriche. L’app contiene la mappatura capillare di oltre 50.000 punti idrici distribuiti sul territorio, principalmente di Roma e del centro Italia. Fontane, fontanelle, “nasoni” e case dell’acqua: tutti sono rintracciabili all’interno dell’app che diventa un pratico alleato per scoprire dove riempire la propria borraccia e sfruttare una risorsa a disposizione di tutti.

Ciò che rende Roma la città con più fontanelle pubbliche al mondo è la presenza capillare dei cosiddetti “nasoni”, chiamati così perché ricordano un grande naso. Distribuiti in tutti i quartieri della città, con una maggiore concentrazione nel centro storico, variano di forma, dimensioni e materiale. Esiste ancora qualche esemplare delle prime fontanelle in ghisa, installate nel 1874, con le tre bocchette decorate a forma di drago, ne sono un esempio quelle in Piazza della Rotonda, in via di San Teodoro, alle spalle del Foro Romano e in via delle Tre Cannelle. Negli anni seguenti, il disegno delle fontanelle è stato modificato e le tre bocchette decorate hanno lasciato il posto a un unico cannello liscio la cui forma è all’origine dell’appellativo “nasone”. Oltre alle fontanelle in ghisa, si trovano anche quelle in travertino, chiamate “della lupa imperiale”, dato che l’acqua fuoriusciva da una testa di lupa in ottone. Questa tipologia di fontane venne installata negli anni Venti e Trenta e oggi quelle in funzione sono principalmente localizzate nei parchi romani e al Villaggio Olimpico.

Oggi come allora, i Nasoni, oltre a svolgere la loro funzione dissetante, rappresentano un elemento peculiare dell’arredo urbano di Roma e garantiscono un’importante funzione idraulica garantendo sempre la continuità di flusso.

Nella Città Metropolitana di Roma, alla fine del 2014, è stato promosso un progetto che ha permesso la realizzazione di fontanelle hi-tech – le Case dell’Acqua -, moderni impianti per la distribuzione di acqua naturale e frizzante, posizionate in spazi fruibili ai cittadini e che coniugano sostenibilità e innovazione.

Le Case dell’Acqua distribuiscono l’acqua della rete idrica, buona, sicura e ottima da bere, perché certificata da rigorosi controlli periodici effettuati da Acea Ato 2 e dalle ASL competenti.

Le fontanelle hi-tech sono distribuite nel comune di Roma in prossimità dei percorsi turistici e dei principali luoghi di aggregazione, e rivestono un’importanza strategica per l’evento Giubilare del 2025 per il quale, grazie ad un piano di finanziamento ad hoc, è prevista l’installazione di undici nuove Case dell’Acqua.