di Serena Caminati

 

Tra poco più di un mese, precisamente il 28 luglio 2023 si terrà secondo Environmental Network, il Plastic Overshoot day di cui parleremo approfonditamente nel mese di luglio.

Da quel momento, i prodotti plastici creati supereranno le quantità che il mondo è in grado di gestire, il 60% della popolazione vivrà in luoghi dove la produzione di rifiuti in plastica supera la capacità di smaltimento.

MA COSA SIGNIFICA?

L’ Overshoot Day è una sezione del programma della società svizzera, Environmental Network, nata con l’idea di sensibilizzare al corretto utilizzo e smaltimento dei prodotti plastici, attraverso analisi scientifiche, approfondimenti e raccomandazioni. Ogni anno  infattI, 68,6 milioni di tonnellate di plastica, che corrispondono al 43% del totale finiscono nel sottosuolo, nell’aria e nell’acqua. Secondo la stima una persona consuma mediatamente all’anno 20 Kg e questo dato è in continuo aumento.

QUANTO INQUINANO I SINGOLI PAESI CON LA PLASTICA?

Ogni paese ha il proprio Plastic Overshoot Day, che è determinato dalla singola quantità di rifiuti plastici generati e dalla capacità del paese di gestirli. Il team di ricerca ha individuato dieci archetipi dei paesi, basandosi su: 

  1. la quantità di plastica che la popolazione produce e utilizza;
  2. quanto bene viene gestita la plastica usata quando diventa rifiuto;
  3. quanti rifiuti di plastica il paese esporta; 
  4. quanti rifiuti di plastica di importazione nazionale;
  5. quanto bene vengono gestiti i rifiuti importati una volta arrivati nel paese;

Secondo la classifica di EA i più grandi inquinatori di plastica sono: Sint Maarten, Soloman Island e Suriname, mentre i paesi più bravi nella gestione della plastica, sono: Bermuda, Hong Kong, Luxemburg.

L’italia secondo le stime avrebbe il suo overshoot plastic day il 12 Ottobre 2023.

I DIECI ARCHETIPI  

  1. Transactor, si tratta di paesi con altissimi tassi di consumo di plastica, con una buona gestione dei rifiuti, solitamente si tratta di paesi pi ricchi, che esportano e importano i loro rifiuti.
  2. Self-Sustainers, paesi con un consumo di plastica medio-alta che gestiscono personalmente i propri rifiuti investendo su infrastrutture.
  3. Strugglers, sono consumatori medio alti che esportano poco dei rifiuti e che solitamente hanno infrastrutture inadeguate allo smaltimento corretto, e risorse insufficienti.
  4. Overloader o sovraccarichi, sono grandi consumatori di plastica esportano i loro rifiuti senza importarli, creando uno squilibrio e sovraccaricando gli altri paesi nella gestione dei rifiuti.
  5. The toxic exporters, sono grandi consumatori di plastica, che gestiscono in maniera errata i rifiuti sopratutto tossici.
  6. Waste saviors hanno moderati livelli di consumo e gestiscono i loro rifiuti bene, spesso si impegnano nel gestirei smaltimenti di altri paesi.
  7. Waste Sponges o spugne di scarto, hanno bassi livelli di consumo ma alti livelli di inquinamento.
  8. The selective exporters, hanno un basso/medio consumo di plastica e ne esportano una parte all’estero e una la trattano localmente con pratiche medio-buone.
  9. The exporter polluters, hanno livelli di consumo di plastica medio-bassi una notevole quantità viene esportata mentre il resto gestito localmente
  10. The small-scale inward polluters, hanno bassi livelli di consumo di plastica ma contribuiscono a livelli di inquinamento a causa delle loro cattive pratiche di gestione, ma non esportano i loro rifiuti.