Dal 23 giugno al 3 settembre 2023, a cura di Filippo Maggia e M. Cristina Rodeschini, in collaborazione con CAI Club Alpino Italiano – sezione di Bergamo

La montagna vista attraverso la pittura dell’800, la fotografia di Naoki Ishikawa, e, insieme, due progetti diffusi nel territorio: uno in pianura e un secondo in alta quota.

La montagna dipinta, fotografata, raccontata, conquistata. Il paesaggio alpino idealizzato e insieme vissuto, sognato e mantenuto, aspro e amico, temuto e rispettato. Vette di Luce, attraverso l’arte, è un omaggio alle Alpi Orobie, una mostra in Accademia Carrara e doppio percorso espositivo in vari luoghi della provincia, in pianura e, un secondo, in quota fino ai 2.300 metri. Perché la bellezza sia diffusa così come la cultura della montagna.

“E questo vedrà come vid’io” un breve appunto di Leonardo da Vinci descrive il suo passaggio sulle Alpi, un veloce rimando per rappresentare un grande e straordinario rapporto, quello tra gli artisti e la montagna, una storia fatta di osservazione diretta, di innamoramenti, passi, salite, appunti, disegni, scritti, taccuini, scoperte, dipinti, studi, memorie.

L’arte da sempre ha interrogato la montagna come tema ricorrente e questo confronto continuo, nei secoli, non ha mai smesso d’essere, fino a trovare nell’Ottocento e nella pittura di paesaggio, così come nella fotografia dal Novecento a oggi, le sue massime espressioni. Il paesaggio bergamasco e la luce, uno dei temi posti da Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura, hanno ispirato Accademia Carrara per il secondo progetto espositivo previsto per l’estate, è nato così Vette di Luce, dal 23 giugno al 3 settembre 2023, un percorso tra storia e contemporaneità: una mostra all’interno della Carrara e sul territorio, un doppio progetto per creare una sorta di “museo diffuso” di arte e cultura della montagna.

IN Carrara: nelle rinnovate sale al primo piano, la mostra prende forma attorno a un dialogo tra la pittura di paesaggio di tradizione ottocentesca e la fotografia di Naoki Ishikawa (Tokyo, 1977) insieme a due opere di arte contemporanea: quella di Matteo Rubbi dal titolo La tana del Drago e la video-audio installazione dei MASBEDO.

DUE Percorsi: il primo prevede le fotografie di Naoki Ishikawa, sempre dedicate alle Alpi Orobie, esposte in 5 luoghi del territorio (Fra.Mar a Pedrengo; Castello di Malpaga, BGY Milan Bergamo Airport, Resort Belmont a Foppolo, Museo Etnografico di Schilpario), mostre spin-off del viaggio del fotografo giapponese sulle montagne bergamasche; il secondo la presenza di 17 riproduzioni di capolavori della Carrara in 17 rifugi CAI della provincia bergamasca.

IN Carrara
Il percorso pittorico, a cura di M. Cristina Rodeschini e Paolo Plebani, vede una serie di dipinti ottocenteschi della collezione di Accademia Carrara o provenienti da alcuni prestiti concessi da Club Alpino Italiano e collezioni private. Nelle oltre 35 opere sono indagati diversi aspetti: Costantino Rosa (1803-1878) descrive in una serie di piccoli olii la Val Taleggio, la Valle Brembana, la Val Seriana; Andrea Marenzi (1823-1891) racconta su tela lo spettacolo delle Cascate del Serio; Ermenegildo Agazzi (1866-1945) in una monumentale opera dipinge forse la più celebre delle cime bergamasche, la Presolana.

Oltre a Vette di Luce, nell’anno di Bergamo Brescia Capitale della Cultura, la montagna è al centro di una serie di iniziative. Dalla mostra di Fondazione Brescia Musei, ospitata al Museo di Santa Giulia, fino al 25 giugno 2023 intitolata Vittorio Sella, Martin Chambi, Ansel Adams, Axel Hütte. Luce della montagna al documentario Le montagne della cultura, prodotto da Art Film Kairos in collaborazione con Rai Documentari, che racconta il patrimonio artistico e culturale delle due città e dei territori, in prima serata su Rai Tre, lo scorso 2 giugno 2023. Il documentario è disponibile nella sua interezza sulla piattaforma RaiPlay (a questo link).

Gli artisti hanno sempre apprezzato i paesaggi d’alta quota, e in modo particolare chi vi è nato o li ha frequentati, ha subito colto il lato magico di questi territori. Le Alpi Orobie sono state frequentate dai pittori che ne hanno percorso i sentieri, raggiunto le cime, osservato gli aspetti naturali, con l’intenzione di documentarne la bellezza e di condividerla con gli altri. Dalla seconda metà dell’Ottocento, con l’affermarsi del gusto per il paesaggio, alcuni tra i migliori allievi dell’Accademia di Belle Arti Carrara praticano con successo il genere che per alcuni di essi diverrà una vera e propria specializzazione.
M. Cristina Rodeschini direttore Accademia Carrara e co-curatore della mostra

Per aggiornare in chiave contemporanea il fascino che la montagna esercita sugli artisti, Accademia Carrara ha affidato una rilettura delle Alpi Orobie a Naoki Ishikawa. Fotografo e alpinista, Ishikawa ha conquistato 10 dei 14 ottomila metri esistenti sul pianeta e i suoi progetti, dedicati all’Everest, al K2, al Monte Fuji, al Circolo Polare Artico sono stati esposti in tutto il mondo e sono oltre 40 le pubblicazioni che raccontano le sue imprese e le sue immagini.

Naoki Ishikawa, Alpi Orobie, 2022, Campagna fotografica realizzata in occasione della mostra Vette di Luce, Accademia Carrara, 2023

La sua presenza a Bergamo è stata fortemente voluta da Accademia Carrara che ha commissionato al fotografo-alpinista giapponese un’indagine realizzata in tre campagne tra il 2022 e il 2023, percorrendo l’Alta Via, con l’obiettivo di documentare in forma esperienziale il paesaggio, tracciando un profilo antropologico ed etnografico di questi territori. Come successo quasi 150 anni fa a Vittorio Sella (fotografo-alpinista, 1859 – 1943), si è rinnovato con questa spedizione l’interesse per un racconto del rapporto uomo-natura attraverso il paesaggio montano che muta, dalla città di partenza fino ai paesi e le valli, agli animali, tappa dopo tappa, spesso accompagnato da appunti e riflessioni in una serie di immagini inedite. L’impresa di Ishikawa è anche raccontata, in prima persona, in un film documentario realizzato dal filmmaker Andrea Cossu ed esposto in mostra: è il fotografo a condurre lo spettatore nelle due campagne sulle Alpi e all’interno del suo studio a Tokyo, mostrando il divenire del lavoro. Sono circa 40 le fotografie di Ishikawa in mostra in Carrara.

È difficile stabilire se Naoki Ishikawa sia da considerarsi un fotografo-alpinista o viceversa. Nel corso degli anni, più volte gli è stata posta questa domanda, in occasione di incontri o presentazioni dei suoi numerosi libri. La risposta è sempre stata la medesima: «Fin da ragazzino sognavo di viaggiare, e da quando ho potuto farlo non ho più smesso. L’interesse per la montagna è relativamente recente, ma devo riconoscere che da quando ho iniziato a scalare non ho più voluto smettere. Tuttavia, nasco come fotografo e oggi racconto anche la montagna».
Filippo Maggia co-curatore della mostra

Completano il progetto espositivo, all’interno della Carrara, due opere d’arte contemporanea.
La video-audio installazione Ricordo di un dolore è stata realizzata nel 2020 da MASBEDO, duo artistico composto da Nicolò Massazza e Iacopo Bedogni, in prestito da GAMeC. La salita silenziosa verso la Presolana, montagna ritratta anche in diversi dipinti ottocenteschi in mostra, di un uomo che porta sulle spalle una riproduzione del dipinto di Pellizza da Volpedo, parte della collezione Carrara, racconta la solitudine di un momento di dolore e la sua sublimazione, in un tutt’uno con il paesaggio circostante.

Il lavoro di Matteo Rubbi (Seriate, 1980), intitolato La tana del Drago è stato realizzato nel 2023 appositamente per Vette di Luce, grazie a una commissione di Accademia Carrara che prevede l’acquisizione dell’opera all’interno della collezione. È una ricostruzione immaginata ed esperienziale delle Orobie, un viaggio a memoria in cui l’artista ha prima ricreato poi fotografato monti, fiumi, strade, paesi e città indicando i luoghi. Il risultato vuole somigliare più a un racconto che a una mappa analitica. Le montagne bergamasche sovrappongono ai vecchi modelli di rappresentazione i nuovi: ville romane e porte di città sono mischiate a condomini, capannoni e industrie che oggi caratterizzano il paesaggio urbanizzato sia della pianura sia delle valli. Il titolo richiama la reliquia della costola di un drago esposta, secondo tradizione, nella chiesa di San Giorgio ad  Almenno San Salvatore, all’imbocco della Val Brembana.

DUE percorsi

ISHIKAWA–5 MOSTRE SPIN-OFF SUL TERRITORIO

Le Alpi Orobie rappresentano un paesaggio ben preciso, un immaginario comune, così come una straordinaria risorsa naturale, culturale, economica, antropologica e sociale che questa iniziativa promuove in tanti modi cercando, quanto più possibile, di celebrarla e di condividerla rendendola vicina e accessibile a tutti.

Con questo spirito e sfruttando le possibilità date da un mezzo come la fotografia, Accademia Carrara con CAI – Bergamo, Osservatorio della Montagna e gli enti ospitanti, presentano cinque mostre spin-off di Naoki Ishikawa, sempre dedicate alle Orobie.

Le mostre spin-off prevedono diverse tappe, con l’allestimento di fotografie di Naoki Ishikawa, parte delle tre campagne realizzate per Accademia Carrara: la sede dell’azienda Fra.Mar a Pedrengo (06.07 – 03.09.2023), il Castello di Malpaga (13.07 – 24.09.2023), il Resort Belmont a Foppolo (27.07 – 27.08.2023) e il Museo Etnografico di Schilpario (03.08 – 27.08.2023). Negli spazi di HelloSky Lounge presso BGY Milan Bergamo Airport (19.07 – 08.10.2023) la mostra spin-off propone, come in museo, un dialogo tra fotografia e pittura con una selezione di immagini inedite delle Orobie di Naoki Ishikawa in dialogo con 12 dipinti di Costantino Rosa (Bergamo, 1803-1878), parte della collezione Carrara. Viaggiatore infaticabile, Rosa si è dedicato con passione alla raffigurazione del paesaggio alpino, coniugando l’esigenza di una esatta documentazione topografica dei luoghi con la sensibilità romantica per il pittoresco e il sublime.

Un “museo diffuso della montagna” che da fine giugno ad agosto dà forma a una volontà divulgativa che ha permesso una contaminazione di luoghi e di linguaggi e avvicina il pubblico a inediti racconti tra natura, storia, tradizione e arte.

LA CARRARA IN ALTA QUOTA – RIFUGI CAI
In concomitanza con il 150° anniversario dalla fondazione della Sezione di Bergamo, Associazione CAI e Accademia Carrara presentano PIÙ SU, IN PIENA BELLEZZA – LA CARRARA IN ALTA QUOTA, che intende generare ancor
maggior fascino tra le meraviglie delle Orobie e le comunità di montagna. La  cultura dell’alpinismo, dell’escursionismo e del turismo montano sostenibile e responsabile, si relazionano con la storia dell’arte italiana che sale in quota lungo l’Alta Via delle Orobie, il Sentiero 3 Valli e la rete dei rifugi, presidi di cultura, in una contaminazione di nuovi racconti. Diciassette rifugi CAI ospitano altrettante riproduzioni di capolavori della collezione bergamasca selezionati tra le opere più note del Museo.

In un reale connubio tra arte e cultura della montagna, oltre alla presenza delle riproduzioni dei capolavori, per il periodo del progetto i nomi dei singoli rifugi saranno completati dal nome dall’artista ospite. Così gli alpinisti saranno accolti in val Seriana, a 1.410 m, all’interno del rifugio Alpe Corte Moroni o, prima di affrontare la parete settentrionale della Presolana, presso il rifugio Albani Mantegna a 1.939 m; sullo sfondo del Pizzo del Diavolo di Tenda, in Val Brembana a 2.015 m, nel rifugio Calvi Raffaello.

Altri rifugi coinvolti: rifugio Baroni Tiziano; rifugio Curò Hayez; rifugio Gherardi Tiepolo; rifugio Marelli Baschenis; rifugio Longo Lotto; rifugio Laghi Gemelli Canaletto; rifugio Benigni Botticelli; rifugio Balicco Pisanello; rifugio Resegone Palma il Vecchio; rifugio Cassinelli Pellizza da Volpedo; rifugio Magnolini Fra’ Galgario; ostello al Curò Previati; rifugio Olmo Perugino.

Grazie al rifugio Tagliaferri Bellini, situato in valle di Scalve ad un’altitudine di 2.328 m, Accademia Carrara e CAI Bergamo realizzano anche il progetto più ad alta quota nell’anno di Bergamo e Brescia Capitale Italiana della Cultura.

Immagine di copertina: Costantino Rosa, Paesaggio con roccioni in alta Val Brembana, 1850-1870 ca, Bergamo, Accademia Carrara