di Nicola Sabatelli

In una società iperconnessa come quella di oggi, un interesse dirimente è quello di spostarsi da un posto ad un altro più velocemente possibile. A questa esigenza si è cercato di trovare una soluzione sin dal secolo scorso, ma più recentemente il progetto sta facendo importanti passi in avanti grazie alla tecnologia hyperloop, da anni oggetto di interesse di diverse aziende in giro per il mondo interessate a questo progetto. Proprio nel gennaio 2023, la Cina, Paese che già vanta i treni più veloci al mondo, ha completato i primi test di prova del treno hyperloop, che potrà raggiungere i 1000 Km/h. Anche in Italia sono presenti aziende che puntano su questa tecnologia, come l’azienda Hyperloop Italia, fondata nel 2020 dall’italiano Bibop Gresta, co-fondatore anche dell’azienda americana Hyperloop Transportation Technologies, che su Twitter ha annunciato il progetto come «l’inizio della IV rivoluzione industriale».

Cos’è la tecnologia hyperloop?

Hyperloop è un sistema di trasporto ancora in fase di sviluppo che consentirebbe lo spostamento ad una velocità molto elevata. L’idea, come detto, nasce già dagli inizi del 1900, ma si sono trovati ben presto ostacoli tecnologici ed economici che hanno portato ad accantonare il progetto. Il progetto è stata poi ripreso nel 2013 da Elon Musk, che ha finanziato la realizzazione di alcuni prototipi grazie alla cooperazione di professionisti da diverse parti del mondo.

Questo innovativo metodo di trasporto consentirebbe lo spostamento di cabine sferiche all’interno di tubi a bassa pressione, in cui, riducendosi la resistenza aerodinamica, viene ridotto l’attrito, dando la possibilità di raggiungere una velocità di oltre 1200 Km/h. Anche dal punto di vista energetico sarebbe una buona soluzione, dal momento che i treni sarebbero alimentati da fonti rinnovabili, come quella solare, utilizzando una quantità di energia minore rispetto a quella utilizzata attualmente.

Hyperloop in Italia

Fino ad oggi sono diverse le aziende che si stanno impegnando per lo sviluppo di questo mezzo di trasporto, arrivando a realizzare diversi prototipi, o addirittura eseguendo anche test con passeggeri umani a bordo, come è accaduto nel 2020: i due passeggeri avevano percorso 500 metri nel deserto del Nevada, a una velocità di 120 Km/h in media, per un tempo di quindici secondi. Fino ad ora sono molti i Paesi che si sono dimostrati interessati alla costruzione di una tratta sul proprio territorio. La prima sperimentazione in Europa è iniziata nel 2018 a Tolosa, in Francia, che non ha però ottenuto i risultati sperati.

Dopo anni di discussioni, sembra che anche in Italia possa arrivare questa nuova tecnologia. In particolare, il progetto che al momento sembra più prossimo è in Veneto, e dovrebbe servire a collegare Padova est con il porto di Venezia. Questa potrebbe essere la prima tratta di una rete pronta a estendersi in tutta l’Italia e anche oltre. Inizialmente, se il progetto dovesse essere realizzato, si utilizzerebbe questo nuovo mezzo di trasporto per lo spostamento rapido delle merci, dando in questo modo la possibilità di studiarne ancora meglio la fattibilità ed eventuali rischi. Secondo gli esperti il progetto dovrebbe esser concluso nel 2024 e il prototipo pronto per il 2026.