di Nicola Sabatelli

Le barche a vela rappresentano per moltissime persone una grande passione e il mezzo per cimentarsi in nuove sfide. Se c’è un evento che affascina gli appassionati di queste imbarcazioni, sicuramente è il Vendée Globe: una regata proprio tra barche a vela in cui si circumnaviga il mondo in solitaria senza poter avere assistenza esterna o possibilità di fermarsi lungo il tragitto.

Il punto di partenza e d’arrivo è il porto di Les Sables-d’Olonne, a cui i partecipanti ritornano dopo aver compiuto il giro del mondo e affrontato un arduo tragitto. Chiamato “l’Everest del mare” proprio per la sua difficoltà, questo evento è nato grazie a Philippe Jeantot nel 1989 con la partecipazione di 13 concorrenti. Il vincitore fu Titouan Lamazoue e Philippe Jeantot  arrivò quarto. Dall’edizione del 1992 l’evento si svolge ogni quattro anni. L’ultima edizione è stata quella del 2020-2021 a cui hanno partecipato 33 skipper, tra cui l’italiano Giancarlo Pedote.

Chi è Giancarlo Pedote?

Giancarlo Pedote nasce nel 1975 a Firenze. “La mia carriera di navigatore è insolita. Di solito si inizia a navigare molto giovani, magari perché si nasce in luoghi di grande tradizione marinara. Io vengo da Firenze, una città dell’entroterra. Sebbene abbia ottimi ricordi della mia infanzia al mare, la nautica non faceva parte del mio ambiente” scrive sul suo sito. Si appassiona a quindici anni al windsurf, diventando poi anche istruttore. All’inizio la vela infatti, non gli interessava: “Mi sembrava la tinozza dei surfisti falliti”. Si appassiona a questo nuovo mezzo per caso, quando si trova a dover sostituire un istruttore di vela per dei bambini: “La barca mi fa scoprire un nuovo modo di viaggiare. Scoppia una nuova febbre: percorrere il mare.”

Nel 2008 la navigazione in solitario diventa la sua professione, concorrendo con una barca da 6,50 m. Ne utilizza diverse, fino a che nel 2017 arriva alla Classe IMOCA, caratterizzata da barche di oltre 18 metri, con cui nel 2020 realizza il sogno di partecipare al Vendée Globe.

Una sfida dopo l’altra

“Non importa quanto tempo passi: mi sento di essere sempre a scuola” scrive ancora Pedote. Vedendo tutti i traguardi raggiunti, emerge proprio il desiderio di spingersi sempre oltre. Passando sempre alla categoria successiva e cimentandosi nella pratica di nuove barche, il navigatore ha raggiunto il sogno di arrivare a poter pilotare un’IMOCA.

Queste nuove conoscenze non ha voluto tenerle però solo per sé: “Ho sempre cercato di condividere le conoscenze accumulate sulla vela con altri appassionati del mare”. Proprio per questo ha scritto tre libri, di cui l’ultimo, “L’anima nell’oceano” (Rizzoli, 2021), riguarda proprio la sua esperienza al Vendée Globe. Inoltre, Pedote ha realizzato diversi video sulla navigazione in solitaria o in equipaggio ridotto.

L’esperienza del Vendée Globe

Domenica 8 novembre 2020 alle 14:20, con un’ora e mezza di ritardo circa a causa della nebbia fitta, è iniziata l’ultima regata di questo evento a cui hanno gareggiato 33 skipper. Delle 33 barche partite 25 taglieranno la linea del traguardo, le altre saranno costrette a fermarsi lungo il percorso. Giancarlo Pedote conclude la sua esperienza all’ottavo posto dopo 80 giorni di traversata. Durante il viaggio ogni velista non può dormire per troppo tempo dal momento che le condizioni atmosferiche ed eventuali problemi della barca lo impediscono. Ciò non ha fermato, però, il velista italiano dall’affrontare un duro viaggio anche interiore, essendo costretto, come scrive nel suo ultimo libro, a ospitare diversi “passeggeri”, come la paura, la bramosia o la noia. Il navigatore italiano evidenzia l’importanza della solitudine, intesa in senso positivo, come momento di crescita. Infatti, è evidente un profondo rispetto ed ammirazione nei confronti dell’oceano: “Ciò che prevale, alla fine, sembra essere un profondo senso di plenitudine”.

Tra i futuri obiettivi c’è anche quello di partecipare al prossimo Vendée Globe, per cui Pedote sta partecipando alle selezioni. Il viaggio continua.