Seleziona Pagina

La sento l’acqua. Sono un rabdomante !

La sento l’acqua. Sono un rabdomante !

di Gerardo Mastrangelo e Giammarco Pio Isoldi

Dopo “Acque cattive” arriva “Acque nascoste”.  E’ sempre il CEA e il suo coordinatore, il prof, Renzo Valloni,  a organizzare nell’ambito di Scritture d’Acqua 23.

Il convegno, tenutosi presso l’Aula K10 del popolo universitario in via Kennedy, giovedì 7 dicembre 2023, ha visto la collaborazione di ARPAE, Provincia di Parma e Università di Parma . Obiettivo del seminario  proporre prospettive differenti sul tema della ricerca acquifera, ponendo a confronto da un lato il punto di vista empirico, pragmatico,  quello della rabdomanzia; e dall’altra  la dottrina scientifica e razionale di studiosi come geologi ed esperti del settore.

La prima fase dell’evento si è articolata attraverso una discussione relativa alle tecniche per trovare  l’acqua, a profondità variabili, nel suolo che calpestiamo tutti i giorni. Il confronto ha visto come protagonisti Bernabe Supnet, detto “Abe”, presentato da Alberto Reggianini, e Renato Labolani, presentato dal prof. Giorgio Triani. Il primo ha detto di aver appreso tale abilità  durante la sua esperienza come falegname nelle Filippine, attraverso gli insegnamenti di un anziano che svolgeva la professione di “cercatore d’acqua”. Successivamente Abe ha descritto dettagliatamente, tramite una dimostrazione dal vivo, la tecnica di ricerca che prevede l’impiego di una “forcella” di legno, spiegando di essere in grado di stabilire persino la direzione del flusso d’acqua e come la pratica sia valida solo per acque sotterranee e non per quelle superficiali. Una puntualizzazione riportata dallo stesso sig. Supnet ha riguardato inoltre la robustezza del legno utilizzato per la corretta esecuzione della pratica, vista l’intensità con cui il ramo utilizzato può curvarsi in caso di presenze acquifere a basse profondità.

Da Bernabe la parola è poi passata poi a Renato Labolani, noto alle cronache per avere lo scorso anno, in Liguria,  trovato l’acqua in luoghi  precipitati in uno stato assoluto di siccità. A differenza di Abe, Labolani ha chiarito sin da subito di non presentarsi come rabdomante, bensì come radioestesista, ponendo l’attenzione sulle capacità dell’inconscio umano di “catturare” l’energia emessa dall’ambiente le cui informazioni sono poi trasmesse alla parte coscia tramite l’utilizzo di appositi strumenti come il pendolo. Come supporto della propria tesi, Labolani  ha passato in rassegna un’esperienza da lui vissuta e che gli ha permesso di tracciare, in mezza giornata, la mappa dell’acqua presente in dieci ettari di terra. 18 sono le esperienze,  tutte positive, portate a termine negli ultimi due anni

Questa prima parte del convegno si è conclusa con una riflessione sulla possibilità di insegnare tali tecniche anche attraverso vere e proprie scuole, considerando che in entrambi i casi si tratta di un “dono” non concesso a tutti. A tal proposito è intervenuta anche Franca Zanichelli, naturalista che ha confermato l’importanza di tali tecniche per la ricerca di acqua in zone in cui scarseggia, come l’isola d’Elba, ove ha avuto modo di sperimentare la reale efficacia dei rabdomanti

La seconda parte del seminario ha  registrato una serie di interventi di natura geologica con l’obiettivo di valorizzare anzitutto le ricerche condotte dal servizio geologico dell’Emilia-Romagna, considerato tra i più efficienti sino al secolo scorso. A tal proposito, è grazie al lavoro di tali geologi che è stata possibile una mappatura della disposizione e dell’architettura del sottosuolo e delle falde presenti sino al contatto a grandi profondità con le acque salmastre. Una descrizione accurata è stata fatta dal geologo Giulio Torri, che ha  illustrato i software e gli strumenti impiegati per la realizzazione di  mappe, che “hanno reso visibile l’invisibile in tutte e tre le dimensioni”. Il geologo Armando Conti, ha fatto la storia – delle risorse idriche della città di Parma, evidenziando come il territorio abbia provveduto a fornire elevate quantità di acqua per molto tempo, Ma ancora per quanto, si è chiesto ?

Ha provato a rispondere Barbara Dellantonio, responsabile ARPAE (Agenzia Regionale Prevenzione, Ambiente ed Energia) dell’Emilia-Romagna che si occupa del monitoraggio dei livelli di disponibilità delle falde acquifere  In particolare Dellantonio ha precisato la natura di tali controlli che prendono in considerazione solo acqua di falda e non acqua trattata, e che è possibile campionare in diversi tipi di fonti, come pozzi profondi, pozzi a camicia, piezometri e sorgenti di montagna (queste ultime considerate a partire dal 2010). Dellantonio ha poi chiarito che l’obiettivo ambientale per le acque sotterranee, da tenere in considerazione durante le azioni di monitoraggio, è il raggiungimento di livelli ottimali sia quantitativi sia qualitativo , nonché i parametri chimici .

Dall’ultimo report prodotto dall’Arapae si evince uno stato di salute delle acque buono nell’87% dei casi analizzati, ma si sottolinea come tutto il territorio sia in sofferenza a causa della siccità.

L’incontro si è concluso con il geologo Alberto Iotti, che non ha analizzato questioni prettamente tecniche, ma  di natura etica in merito all’acqua intesa come bene comune disponibile per tutti. Un obiettivo, ha affermato, raggiungibile solo attraverso una pianificazione basata sulla conoscenza, sui dati e sull’informazione.

Circa l'autore

Lascia un commento

DAILY NEWS

CAMPIONI D SOSTENIBILITÁ

Raccontiamo storie di imprese, servizi, prodotti, iniziative che amano l’ambiente.
Sono storie di persone che guardano avanti. Che hanno lanciato startup, realizzato imprese di successo o si stanno impegnando in progetti di nuova generazione.

Uomini e donne convinti che un buon business deve essere sostenibile. In grado di promuovere un mondo e una società migliori.

Se ti riconosci in questa comunità e vorresti raccontare la tua storia contattaci.
Saremo onorati e lieti di ascoltarla e farla conoscere.
Contatto veloce:
WhatsApp : 328 6569148

Water Video Interviste

Caricamento in corso...
Choose your language »