di Antonina Lo Monaco 

C’è davvero bisogno di respirare l’aroma di coca-cola, cocco o ciliegia per raggiungere il fabbisogno giornaliero di idratazione? O forse è meglio il limone? I consumatori di Air Up, azienda tedesca, risponderebbero di sì, ma farebbero fatica a scegliere un solo gusto tra le infinità di opzioni offerte dal brand che dal 2019 produce borracce e “pod” aromatizzati 

L’idea nasce tre anni prima, quando una coppia di studenti monacensi ideano una borraccia in grado di aromatizzare l’acqua senza contaminarla grazie a un progetto universitario. “La neuroscienza incontra il design” è il titolo del lavoro svolto da Tim e Lena, i quali hanno trovato i primissimi investitori già all’interno dell’Università e hanno sviluppato un’idea innovativa che incentivi a bere di più. La tecnologia alla base del successo di Air Up permette di percepire l’eterogeneità degli aromi grazie alla sensibilità dell’olfatto retronasale, quindi attraverso il passaggio dell’aria durante la deglutizione, senza assumere nessuna sostanza aggiuntiva. 

Air Up

Il successo dei primi lanci ha permesso di allargare la portata del progetto e ha portato i fondatori ad effettuare un “rebranding” già nel 2020, appena un anno dopo l’entrata in commercio, spostando la base della produzione dalla Cina all’Europa. La filosofia del brand si impegna attivamente per la realizzazione di un design che sia stimolante e sostenibile allo stesso tempo, con l’obiettivo di ridurre al minimo il consumo di plastiche monouso (circa l’88% in meno) e di zuccheri in eccesso, questi dannosi per la salute e il cui abuso può portare anche all’insorgenza della depressione, oltre che dell’ormai diffusa obesità e di problemi cardio-metabolici. 

La particolarità della plastica con cui sono realizzate le borracce Air Up, il Tritan, garantisce un’alta qualità e una resistenza maggiore rispetto ai tradizionali prodotti in commercio. Sul sito è possibile acquistare anche i singoli pezzi di ricambio, ad esempio il beccuccio da cui si beve, in modo tale da smaltire meno rifiuti possibili. Protagonista di una nuova campagna pubblicitaria più recente è stata una variante di borraccia in acciaio inossidabile, con gli esterni verniciati a polvere e il cui isolamento a doppia parete mantiene l’acqua fresca per un massimo di 14 ore. Proprio per questa ragione, uno dei pochi limiti dei prodotti dell’azienda è rappresentato dal fatto che non permettono l’utilizzo di liquidi caldi, cosa che invece accade con altre borracce. 

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Air Up: cosa caratterizza i loro prodotti

Le borracce sono da anni al centro di iniziative ecosostenibili. Ciò che rende speciali i pod multi-gusto è il loro carattere ludico che permette un’interscambiabilità pressoché infinita, data la possibilità di sostituirli in qualsiasi momento. I sapori disponibili sono più di venticinque e variano dai frutti tropicali alle erbe floreali e ai sapori agrumati. L’aroma supera l’odore plasticoso che potrebbe emanare la borraccia nuova di zecca, motivo per cui è importante ricordarsi di risciacquarla frequentemente e solo con acqua corrente. I benefici superano i limiti di quell’oltre 85% di persone che, per dimenticanza, non assume il quantitativo minimo d’acqua. D’altronde, è ormai risaputo che una delle principali cause alla base di comuni malesseri è la mancanza di una corretta idratazione, fondamentale per migliorare la memoria a breve termine, la cognizione spaziale, la temperatura interna e la lubrificazione delle articolazioni. 

L’impegno sostenibile di Air Up risuona con determinazione nel significativo spostamento della produzione delle borracce in plastica dalla Cina ai Paesi Bassi, dove il processo viene alimentato dall’energia eolica, e di quelle in acciaio in Austria. Il brand, inoltre, si impegna con costanza affinché per ogni ordine effettuato sullo shop venga piantato un albero, grazie al patrocinio dell’Eden Reforestation Project. Nonostante ciò, l’auspicio degli oltre cento collaboratori del brand è di diminuire ulteriormente l’uso della plastica, soprattutto per quanto concerne gli imballaggi e la materia prima dei pod. Questi, privi di allergeni, garantiscono la durata dell’aroma per cinque litri d’acqua, per un totale di ben quindici litri se si considera l’intera confezione. 

Dati alla mano, tra i Paesi che eccedono maggiormente nell’assunzione di zuccheri artificiali tramite le bevande processate sono il Messico, l’Etiopia, e gli Stati Uniti, mentre l’Italia si trova nelle posizioni più basse della classifica. Restringendo la lente del focus al dettaglio dei singoli consumatori, la fascia d’età più coinvolta è quella dei giovani-adulti urbani di sesso maschile. Anche se nel nostro “Bel Paese” il censimento preoccupa maggiormente i più piccoli: solo nel 2019, il 25,4% dei bambini ha consumato quotidianamente bevande zuccherate. 

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Di pari passo con lo spirito della Giornata Mondiale dell’Acqua indetta dalle Nazioni Unite il 22 marzo 1992, l’Italia si riconferma da svariarti decenni nella posizione di secondo Paese europeo più attivo nei prelievi dell’acqua per uso potabile: Valle d’Aosta, Trentino-Alto Adige, Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Umbria sono tra le regioni più prolifiche, ma il resto dell’Italia non manca di effettuare controlli annui sulla qualità delle risorse idriche.

I prezzi delle borracce Air Up oscillano tra un minimo di 29,99 euro e un massimo di 59,99, mentre una singola confezione di pod varia tra i 5,99 euro e gli 8,99. Il loro costo, dunque, non rende questi prodotti accessibili a chiunque. Il lavoro di sensibilizzazione svolto dalla piccola start up è però particolarmente prezioso, soprattutto per quanto riguarda le generazioni più giovani. A incrementare il successo di Air Up non può che esserci la gigantesca e ficcante campagna social che, soprattutto negli ultimi anni, ha visto coinvolti una vastissima schiera di influencer, i cui contenuti di sponsorizzazione hanno contribuito ad accrescere la credibilità del marchio e ad aumentare le vendite dell’azienda. 

La preoccupazione più grande, invece, riguarda la sempre più scarsa abitudine, soprattutto tra i giovani, ai sapori non processati e scarsamente artificiali. La speranza è che l’attrattività di prodotti di questo genere non offuschi in maniera definitiva il classico, ma sempre efficace, bicchiere d’acqua che allieta le nostre vite sempre più disidratate.