di  Carlo Alberto Bertani

“Nati lungo il fiume. Microracconti mediopadani” (Kriss Editore, 2023) è la prima raccolta non in versi di Alberto Padovani: 35 racconti brevi sospesi tra passaggi fluviali, nebbie bassaiole e personaggi strani. Storie di fiume e di pianura che ora accarezzano il surreale e ora invece navigano sul filosofico. Microracconti associati a una musica o canzone che tramite QR code possono essere ascoltate su Spotify. Insomma una sorta di libro multimediale, che traduce bene l’attitudine multiforme di Alberto Padovani.

Tu sei poeta e cantautore, così dicono… Come mai questo salto nella narrativa?

Mi definiscono “scrittore di cose brevi” ed anche questi microracconti lo sono. Tuttavia i modelli piuttosto rigorosi di riferimento che mi aiutano nel lavoro di composizione, sia di poesie che canzoni, hanno visto la mia fatica e mi hanno concesso varie licenze… “ma non ti allontanare troppo, mi raccomando”. Come due buoni genitori, hanno lasciato che i giovani microracconti scalciassero liberamente in un recinto più ampio.

Ti senti un uomo di fiume? Che rapporto hai con l’acqua?

Quello con l’acqua è un rapporto sia elementare che complesso. Ci sono diverse  acque in cui riflettersi e riflettere.

L’acqua del Fiume Po, mai veramente pulita, nemmeno in passato, ci interroga sul limo della storia. Siamo figli di culture che si mescolano e si sovrappongono come sabbia portata dal fiume. Per questo, mentre il mare è elemento lirico, il fiume, nel nostro caso il Po, è portatore di culture, non può prescindere dal livello narrativo.

Cosa può insegnare uno scrittore ai politici, in materia ambientale?

Può forse indicare la via della mediazione. Oggi i politici spesso sono presi in ostaggio da interessi contrapposti: da una parte il “verbo” della sostenibilità a tutti i costi… ed è giusto che sia diventata una parola d’ordine; dall’altra gli interessi privati, piccoli o grandi che siano, spesso configgenti con la sostenibilità, in nome del profitto immediato, ovvero di una sopravvivenza a corto raggio. Lo scrittore non ha l’obbligo della presa di posizione morale: può raccontare, deve raccontare queste tensioni, talvolta questi drammi, in quanto appartenenti all’umanità da tempo immemore. In questo senso, può offrire una chiave di lettura ai politici. Credo che i politici debbano tornare a rendersi conto di essere prima di tutto intellettuali. Altrimenti sono destinati a scomparire, nel modo peggiore, ovvero l’irrilevanza strumentale. Certamente, osservando l’attuale classe politica nazionale (e la mancanza di classe relativa), diventa difficile credere alla caratura intellettuale dei politici.

E cosa può insegnare uno scrittore agli ambientalisti?

Sicuramente ha tanto da imparare, ma credo che possa aiutarli ad essere meno “specialistici” nella loro visione. Un narratore ha bisogno continuamente dell’elemento umano: la natura, di per se, è muta. Per farla diventare narrazione serve un elemento umano… Ed è lo stesso che può agire da lievito in una nuova visione sostenibile. Perché i primi che devono diventare sostenibili a se stessi sono proprio gli umani. Se questo pianeta è messo come è messo, la principale responsabilità è degli umani, che storicamente si sono resi storicamente insostenibili a se stessi. Sia dal punto di vista ecologico, che dal punto di vista filosofico. Non ci si sopporta più. Non ci supportiamo più. Che fare allora? L’unica chiave è tornare ad una prospettiva sostenibile, dove l’uomo si pone in una visione responsabilmente solidale. L’ambientalismo ha sempre bisogno di umanesimo… San Francesco lo aveva capito benissimo. Ma credo anche Papa Francesco. Invece le ideologie di sinistra fanno più fatica a compiere questo passo, prese nella loro supponenza razionale. L’Europa scambia la sostenibilità con dei codici commerciali. D’altra parte, la destra cede alla tentazione del profitto bottegaio e perde di vista il bene comune. Serve tornare ad un umanesimo sostenibile. Alla svelta.


Alberto Padovani, nato a Colorno (PR), dove risiede, si definisce “scrittore di cose brevi”. Dal 2000 ad oggi, ha pubblicato 5 raccolte di poesia e 6 album di musica originale, con il nome d’arte di ManìnBlù (che è anche la band con cui produce gli album e tiene concerti).