di Corina Alexandra Mitrache

La plastica è una minaccia ambientale sempre più concreta. Ogni giorno, secondo i dati raccolti da Lifegate milioni di bicchieri di plastica vengono buttati via dopo un solo utilizzo, rappresentando nel mondo il 20% dei rifiuti marini dinanzi alle 23 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica presenti in oceani, fiumi e laghi. Dati che potrebbero triplicare facilmente entro il 2024. L’Italia non è esente da questo problema, dato che è il primo Paese europeo per consumo di acqua in bottiglie di plastica e il secondo nel mondo dopo il Messico.

bottiglie di plastica

Il riciclaggio sembra offrire soluzioni concrete verso una sostenibilità ambientale sempre più concreta e decisa. Riducendo l’impatto ambientale, risparmiando energia, creando occupazione e promuovendo l’innovazione, il riutilizzo della plastica è essenziale per un futuro sostenibile.

È importante sapere, però, che non tutte le plastiche sono riciclabili allo stesso modo, e alcuni materiali possono subire processi più complessi di altri. Inoltre, la contaminazione dei materiali può influire sulla qualità del prodotto finale, quindi una corretta separazione dei rifiuti è essenziale per un efficace processo di riciclaggio della plastica.

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Ma come avviene effettivamente il riciclaggio della plastica?

Nelle prime fasi il processo prevede la separazione della plastica per dimensione e per tipologie, preparando così i  rifiuti in plastica alle fasi successive del riciclaggio quali la pulizia e macinazione seguite dalla fusione e riformazione per arrivare così a nuovi prodotti pronti da usare.

A differenza di quanto pensino molti l’avvento del riciclaggio non ha nulla a che vedere con la mancanza di risorse. La scelta è stata fatta unicamente a scopo ambientale, in quanto il riciclo della plastica riduce non solo l’inquinamento e i consumi di energia, ma permette anche di evitare un eventuale spreco ed esaurimento delle materie prime.

L’Italia svolge un ruolo significativo nel mondo del riciclaggio della plastica, impegnandosi attivamente nella gestione sostenibile dei rifiuti e nell’adozione di pratiche ecologiche, svolgendo così un ruolo attivo nella promozione del riciclaggio della plastica come parte delle sue iniziative per la sostenibilità ambientale. Secondo la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, di fronte alla media europea del 58% il tasso di riciclaggio, infatti, l’Italia ha raggiunto nel 2023 il 72% con 10.5 milioni di tonnellate di imballaggi a recupero di materia.

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La Germania è spesso considerata uno dei leader europei nel riciclaggio. Il Paese ha, infatti, una lunga tradizione di gestione sostenibile dei rifiuti, con un sistema di raccolta differenziata ben organizzato e tassi di riciclaggio elevati oltre all’offrire soldi e buoni spesa per ogni bottiglia di plastica riciclata.

I Paesi Bassi sono impegnati nel riciclaggio e nella gestione sostenibile dei rifiuti, con un focus particolare sulla raccolta differenziata e sull’uso di tecnologie avanzate. Nonostante non faccia parte dell’Unione Europea, la Svizzera è notevolmente impegnata nel riciclaggio e nella gestione sostenibile dei rifiuti. Il Paese elvetico ha sviluppato infrastrutture avanzate e incoraggia fortemente la partecipazione dei cittadini alla raccolta differenziata.

Secondo lo studio Plastics Recyclers Europe (PRE) nel 2023 la capacità di riciclaggio totale dell’UE è del 11.3 milioni di tonnellate e gli stati che più si impegnano in questo ambito sono la Germania, l’Italia, la Spagna, il Regno Unito e la Francia.

In generale, però, molti Paesi europei stanno cercando di promuovere pratiche più sostenibili e di ridurre l’impatto ambientale della plastica attraverso leggi, politiche e iniziative specifiche. La cooperazione tra gli stati UE e l’adozione di strategie comuni nell’ambito dell’Unione Europea stanno contribuendo a promuovere l’economia circolare e il riciclaggio a livello continentale.

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