di   Giorgio  Triani

Ogni anno, da un po’ d’anni, arriva il 22 marzo. Inevitabilmente. Ogni anno si ripete uno stanco , ancorché furioso, rituale giornalistico. Si segnala, si denuncia, si auspica che le cose cambino. Ma ogni, anno, appunto, ci si trova a fare i conti con un realtà che non è cambiata. Un miliardo di bambini nel mondo continua a vivere in stato di stress idrico, la rete idrica nazionale continua a perdere acqua che è un piacere ( più del 40% su scala nazionale, con miglioramento al nord e peggioramento al sud), gli interventi di messa in sicurezza idrogeologica a latitare e così via tra servizi tv e inchieste giornalistiche senza tempo. In questo senso crediamo di potercela cavare limitandoci a riproporre il testo del messaggio del segretario generale delle Nazioni Unite. Sottolineando come quest’anno l’azione per l’acqua sia un’azione per la pace, dunque più che mai necessaria. Sperando che non resti solo una parola e un’intenzione

Il nostro mondo è in acque turbolente. I conflitti infuriano, le disuguaglianze dilagano, così come l’inquinamento e la perdita di biodiversità e mentre l’umanità continua a bruciare combustibili fossili, la crisi climatica accelera con una forza mortale, minacciando ulteriormente la pace.

Il nostro pianeta si sta riscaldando: il livello dei mari si sta innalzando, i modelli di precipitazioni atmosferiche stanno mutando e i flussi dei fiumi si stanno riducendo. Ciò provoca siccità in alcune regioni, inondazioni ed erosione delle coste in altre. Nel frattempo, l’inquinamento e il consumo eccessivo stanno mettendo a rischio la disponibilità di acqua fresca, pulita e accessibile da cui dipende tutta la vita. La diminuzione delle scorte può aumentare la competizione e infiammare le tensioni tra persone, comunità e Paesi. Questo aumenta il rischio di conflitti.

Acqua per la pace è il tema della Giornata mondiale dell’acqua di quest’anno. Per ottenerla è necessaria una maggiore cooperazione. Oggi 153 Paesi condividono le risorse idriche. Tuttavia, solo ventiquattro hanno stipulato accordi di cooperazione per tutta l’acqua condivisa. Dobbiamo accelerare gli sforzi per lavorare insieme al di là delle frontiere e invito tutti i Paesi ad aderire a ed attuare la Convenzione delle Nazioni Unite sull’acqua, che promuove una gestione sostenibile delle risorse idriche condivise.

La cooperazione per la salvaguardia dell’acqua può alimentare e sostenere la pace. La gestione dell’acqua può rafforzare il multilateralismo e i legami tra le comunità e costruire la resilienza ai disastri climatici. Può anche far progredire gli Obiettivi di sviluppo sostenibile – che sono alla base di società pacifiche – migliorando la salute, riducendo la povertà e le disuguaglianze e aumentando la sicurezza alimentare e idrica.

Impegniamoci dunque a lavorare insieme per fare dell’acqua una forza di cooperazione, armonia e stabilità, contribuendo così a creare un mondo di pace e prosperità per tutti.