A proposito dell’articolo Pasticciaccio brutto nella spiaggia di Falconara ci scrive Giuseppina Incorvaia Sorriso dicendoci che non sono vere alcune affermazioni contenuite nell’articolo di Italia Nostra. Questo il testo intero che pubblichiamo senza entrare nel merito della vicenda. Lasciamo ai lettori informati che ci hanno scritto e che vediamo essere tutti della zona in questione libertà di giudizio.  Quanto a noi, con questo botta e risposta, chiudiamo la polemica.

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Sono Giuseppina Incorvaia Sorriso,  proprietaria dell’area adiacente il Castello di Falconara Butera (CL), ove sorgeva il Lido Sorriso compresa la via di accesso che giunge fino alla strada statale, e scrivo a questa spett.le Redazione per segnalare alcune affermazioni comparse sull’articolo  pubblicato sul vostro giornale il 26 aprile 2024, dal titolo “Pasticciaccio brutto nella bella spiaggia di Falconara”,  che dichiaro essere improprie e  che ritengo giusto e doveroso smentire, auspicando una  vostra revisione.

Non entro nel merito della costruenda struttura ricettiva, ma invito a rileggere alla luce delle mie osservazioni la discutibile iniziale affermazione «disfare e poi rifare  la stessa sconcezza»non accettando in modo assoluto alcun paragone tra la nuova struttura e quella precedente, né che tale definizione venga usata per il Lido Sorriso che dal ’60 alla fine degli anni ’90 è stata una bellissima location,  meta turistica dell’agrigentino, del nisseno e dell’ennese e fiore all’occhiello del turismo di questa parte di territorio siciliano, alla stessa maniera di tante altre strutture balneari in Italia, sorte sul mare, costruite sugli scogli   e ancora esistenti.

Ritengo, inoltre, di dover smentire perché illegittima,  con atti e documenti consultabili da chi ne ha titolo, la seguente affermazione«……nel 2005 venne abbattuto il Lido Sorriso, un “ecomostro” abusivo, realizzato a ridosso del Castello di Falconara.».

A parte il fatto che fu abbattuto nel 2007 e non nel 2005, l’ecomostro abusivo” di cui si scrive illegittimamente, (“Lido Sorriso” era il suo nome)  era uno stabilimento balneare NON ABUSIVO, costruito nel pieno rispetto delle leggi vigenti nel 1957, su un’area che il Cav. Vincenzo  Sorriso acquistò dal barone Chiaromonte Bordonaro, con regolare atto notarile di vendita. Solo in piccola parte lo stabilimento era edificato su una porzione di suolo per la quale i proprietari pagavano regolarmente la licenza al Demanio, il quale con documenti e atti ha sempre riconosciuto solo ed esclusivamente questa porzione come proprietà demaniale. Per la rimanente parte, era edificato su proprietà privata venduta dal Barone alla famiglia Sorriso per edificarvi il lido, sulla cui ingiustificata demolizione non è questa, ma altra, la sede ove  produrre note o commenti.

Nell’articolo si definisce, in modo troppo superficiale e privo di certezze documentate, “ecomostro abusivo”   un luogo legalmente edificato,   apprezzato, frequentato e riconosciuto come uno dei più belli del territorio, che ha  dato lavoro a centinaia di persone, fino a quando qualcuno  ha deciso che doveva scomparire. Forse sarebbe bene definirlo “bene storico”, visto che a inaugurarlo furono autorità del mondo istituzionale e politico, fra cui il ministro Bernardo Mattarella, padre del nostro presidente,  Giuseppe La Loggia e Giuseppe Alessi, padri costituenti della Regione siciliana;  che ospitò personaggi famosi del mondo dello spettacolo e del cinema; che ha dato lustro al turismo di tre province  e le cui immagini hanno fatto storia ( Internet è piena di foto e cartoline che ritraggono lo stabilimento, non certo per pubblicizzare un ecomostro!).

Nessun abuso è stato fatto in 50 anni !!!. Soltanto una lieve irregolarità fu commessa su una parte dell’area demaniale regolarmente data in concessione,  per la quale fu chiesta nei tempi legittimi la sanatoria, data dalla Sovrintendenza BBCCAA con il Nulla Osta nel 1997 (dopo 11 anni dalla richiesta fatta!) e negata dal Comune di Butera  nel 2003 (dopo 6 anni!)dichiarando che il Nulla Osta della Sovrintendenza BBCCAA, dopo cinque anni, era scaduto. Premesso che non esistono scadenze per Nulla Osta di questo tipo, perché hanno fatto trascorrere 6 anni dal rilascio e non hanno risposto prima? Ne avrebbero avuto tutto il tempo!

Per ragioni  sulle quali non è la sede opportuna addurre da parte mia delle valutazioni, i proprietari furono costretti a rinunciare ad un importante “finanziamento” concesso dal Ministero delle infrastrutture per ristrutturare e  sistemare l’intero stabilimento.

Non aggiungo alcun giudizio sulla  demolizione della proprietà privata senza alcun motivato esproprio né sui gravissimi danni ambientali provocati dalle ruspe che riversarono sulla spiaggia enormi quantità di eternit né sulla nuova concessione alla costruenda struttura,  ma, in nome della obbiettiva correttezza di cronaca, chiedo che questa mia nota di chiarimento venga pubblicata per  fare chiarezza sui fatti e sulle dichiarazioni.

Allego alcune foto a corollario delle osservazioni prodotte.

Resto a disposizione per fornire informazioni, chiarimenti o documenti su tutto ciò di cui ho scritto.

Licata 9 maggio 2024

Distinti  saluti

Dott.ssa Giuseppina Incorvaia Sorriso