Elisa Lapaglia Casciana

Riflessioni sul cambiamento climatico prima e dopo il ciclone

Era dal 1966 con l’alluvione di Venezia che nel Veneto non si assisteva ad eventi naturali cosi catastrofici come il ciclone extratropicale “Vaia” che ha colpito il territorio delle Prealpi dal 27 al 30 Ottobre 2018, arrivando a toccare anche il centro Italia e parte del Nord Ovest.

 

La forza del Ciclone è iniziata dal vapore acqueo creatosi nel Mediterraneo per l’innalzamento di 1-2 gradi della temperatura dell’acqua, trovandosi poi bloccato nelle Alpi e scaricando in tre giorni di piogge un valore di 600mm di acqua con 225.000 scariche di fulmini.

Le piogge alluvionali unite dal vento caldo Scirocco proveniente da oriente (con una potenza che ha superato i 200 km/h), hanno portato la distruzione di tutto ciò che era presente in quelle zone, alberi, ponti, case, scuole e arrivando a creare danni anche nelle zone del Nord Ovest.

Si stima che siano state sradicate circa 17.000 piante e che i danni nei boschi siano stati talmente ingenti da equivalere a 45.000 ettari.

I danni totali si aggirano intorno ai 3mld di euro.

Vaia ha creato un prima ed un dopo nel paesaggio Dolomitico, dove ancora oggi, in molte parti del territorio si possono vedere alcuni rimasugli di boschi sradicati e impossibili da recuperare al momento.

 

Le domande che viene naturale porsi sono:

“Questo disastro naturale è una conseguenza del cambiamento climatico in atto?”

“Che cosa possiamo aspettarci in futuro?”

E infine, “Come è cambiato davvero il clima nelle Dolomiti dopo questo evento?”

 

In realtà gli esperti non si sbilanciano nel dire che il ciclone Vaia sia una conseguenza diretta del cambiamento climatico.

Si limitano ad affermare come i due eventi non siano necessariamente collegati tra di loro, ma potrebbero esserlo.

Infatti è bene tenere presente la distinzione tra clima e meteo; questi episodi a cui stiamo assistendo negli ultimi anni (Vaia, alluvioni in Emilia-Romagna, in Veneto etc.), seppur catastrofici, rientrano nelle categorie del meteo, non del clima.

Non sono quindi, i singoli casi a definire il cambiamento climatico, anche se il loro aumento progressivo, è un forte indice che il clima si stia modificando.

Gli esperti prevedono che si assisterà in futuro ad un aumento di casi simili e che il paese ed i cittadini dovranno imparare a attrezzarsi per far fronte a queste emergenze.

Da abitante del luogo, seppur non esperta in materia, posso portare un’esperienza diretta su come ho visto modificarsi il clima dal 2018 ad oggi 2024 nella zona Dolomitica.

Le tempeste ed alluvioni, sono sempre più frequenti, di breve durata, molto intense; anche le temperature, che prima erano molto differenziate tra stagione invernale ed estiva, oggi stanno tendendo ad “assomigliarsi” sempre di più, raggiungendo una sorta di punto intermedio, intervallato da notevoli piogge nel mezzo, ed episodi di grandinate, sono sempre più frequenti.

Seguendo il ragionamento dei metereologi, probabilmente lo specifico episodio di Vaia non ha avuto diretta origine dal cambiamento climatico, ma di certo, il progressivo aumento di questi fenomeni potrebbe esserlo. Vedendo ogni giorno i cambiamenti sotto i miei occhi, mi sento di togliere quel potrebbe.