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Italia al 25° posto in Europa per l’indice DESI che misura economia e società digitale

L’INPUT ARRIVA DAL 2° CONGRESSO NAZIONALE SOSTENIBILITA’ FUTURE RESPECT, CONGRESSO NAZIONALE SVOLTOSI A ROMA CON LA PARTECIPAZIONE DI 28 IMPRESE, 18 ENTI TERZO SETTORE 26 ESPERTI, 7 ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI. 
 L’indice europeo Desi, Digital Economy and Society Index, pone l’Italia al 25° posto nel vecchio continente e questo certifica che il Paese, nel 2001 il primo al mondo ad avere una rete UMTS 3G, ha accumulato oggi un notevole ritardo nell’integrazione delle economie digitali, e questo impatta anche sulla sostenibilità, dal momento che l’economia digitale e circolare sono aspetti ormai imprescindibili della transizione ecologica. E la comunicazione è il “green pass” dell’economia digitale del Made in Italy.
Il dato è emerso nel corso della 2/a edizione del Congresso nazionale Future Respect – imprese sostenibili, pratiche a confronto, conclusosi allo Stadio di Domiziano a Roma nei giorni scorsi dopo tre gironi di incontri, con la partecipazione di 28 imprese, 18 enti del terzo settore, 26 esperti e 7 associazioni di consumatori.
Nell’ultima tornata di eventi, riflettori puntati sulla conversazione tra Pier Domenico Garrone, esperto de “Il Comunicatore Italiano”, e Piero Manera del Consiglio di presidenza di Confindustria Radio TV- Made in Italy TV. “Il 25° posto dell’Italia secondo l’indice che la Commissione europea usa per misurare l’integrazione delle economie digitali – ha detto Garrone – certifica che quelli che sin qui si sono occupati di questi temi non hanno dato un contributo positivo al nostro Paese, mentre nel 2001 eravamo stati i primi al mondo ad avere la prima rete UMTS 3G”. Secondo Garrone, a partire dalla “crisi finanziaria, e attraverso la crisi pandemica e fino alla crisi dovuta al conflitto in atto in Ucraina, abbiamo comunque imparato che dobbiamo convivere con alcune opportunità che hanno accelerato alcuni fattori, ad esempio lo smart working, ma anche l’uscita dalla marginalità di alcuni dei nostri territori, che possono essere usati come luoghi di produzione e di creazione, a basso costo e ad alta qualità. E la sostenibilità è anche questo – ha sottolineato – cioè rimettere le persone al centro dei processi produttivi”. Future Respect, ha aggiunto Garrone, “ha il merito di sottolineare l’importanza di riportare le persone e la qualità delle risorse umane al centro. Si parla di ripartire con PNRR, ma ricordiamoci che questo si può fare solo se ci ricordiamo di essere integrati in un’economia digitale che è soprattutto un’economia di comunicazione”.
Manera da parte sua ha evidenziato che “nella fase della pandemia è esploso l’utilizzo dello smart working e anche nel sistema radiotelevisivo abbiamo dovuto reinventare il rapporto con i nostri dipendenti, che in alcuni periodi erano a casa per il 60%, con una difficoltà immensa da gestire sul piano relazionale, ma anche con la possibilità di avere una sostenibilità prima impensabile”. Tra gli interventi dell’ultima giornata, anche quello di Federico Silvestri, Direttore Generale di 24 ORE System. “Le imprese grandi e piccole hanno cognizione del fatto che tutte le azioni che favoriscono lo sviluppo della transizione ecologica non devono essere lette come costi, ma come investimenti che portano valore”, ha detto. “E il gruppo che rappresento, Gruppo 24 Ore – ha aggiunto – crede nella transizione ecologica ed è convinto che il ruolo della comunicazione sia legato alla glocalizzazione: è molto importante esaltare il territorio e sottolineare le sue eccellenze, seppur osservando sempre quello che accade al di fuori del nostro Paese”. Del ruolo centrale della comunicazione per la diffusione di una cultura della sostenibilità, ha parlato al congresso anche il professor Michelangelo Tagliaferri, fondatore dell’Accademia di Comunicazione, che ha rimarcato come “in Italia manchi ancora una cultura politica della sostenibilità, e la democrazia non produce più perché il modello elettorale ha tolto ai cittadini il controllo costituzionale del Parlamentare”. Soddisfazione per i risultati di Future Respect 2022 è stata espressa da Francesco Tamburella, responsabile di ConsumerLab e coordinatore del Congresso. “L’edizione 2022 ha centrato i suoi tre obiettivi di fondo – ha spiegato – cioè trovare convergenze sull’impegno a coinvolgere i consumatori nella trasformazione sostenibile ottimizzandone i vantaggi, organizzare con le associazioni dei consumatori un efficace contrasto al fenomeno della comunicazione fuorviante, motivare le scelte di acquisto affinché non rimangano vincolate al rapporto prezzo-qualità o alla moda senza la sostenibilità di prodotti e servizi”. Tamburella ha poi annunciato che Future Respect, “continuerà a classificare i Bilanci di Sostenibilità pubblicati, oggi stiamo superando i 2.000, per individuare le buone pratiche e i casi di successo, che pubblicheremo per il quinto anno nel nostro Index. La straordinaria audience, l’attenzione istituzionale, l’interazione costruttiva con il mondo produttivo e con il Terzo Settore sono una realtà – ha commentato – e il nostro impegno per l’affermazione della cultura della sostenibilità diffusa ha consolidato il suo percorso”.
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