di Giulia Piccoli

Il nuovo anno non si è aperto nel migliore dei modi per gli abitanti della Pianura Padana: nella vasta zona, già una delle più inquinate d’Europa, si sono registrati in questi giorni dei valori piuttosto alti di Pm10, cioè di polveri fini dannose per la salute di diametro inferiore a 10µm.

Nella Pianura Padana i livelli di questo tipo di particolato continuano a salire: in tutto il 2022 sono stati 46 i rilevamenti oltre la norma, contro i 35 permessi, secondo la stazione di monitoraggio di Montebello.

Negli ultimi giorni, soprattutto a causa della bassa pressione presente in tutta la Pianura Padana sommata all’effetto dei petardi scoppiati a Capodanno, i livelli di Pm10 presenti nell’atmosfera hanno superato la soglia consentita di 50μg/m3. In particolare, nella provincia di Verona il valore di Pm10 è passato dai 43μg/m3 del 31 dicembre ai 73 del 1° gennaio. Ieri, 4 gennaio, la provincia di Venezia ha confermato l’allerta arancione, che scatta dopo quattro giorni consecutivi in cui si registrano livelli di Pm10 superiori al limite consentito. A Padova e Rovigo, addirittura, l’allerta è rossa almeno fino a domani. La situazione inizia invece a migliorare in Emilia-Romagna: dopo il superamento del limite massimo in sei province il 1° gennaio, da oggi stop all’allerta per tutta la regione.

Diverse le misure applicate in questi giorni: dallo stop alla circolazione delle categorie di veicoli più inquinanti al divieto di accendere i tradizionali Falò della Befana in alcune zone. La situazione, comunque, non è migliore in altre zone d’Italia: il 1° gennaio nella capitale sono stati molti i rilevamenti di Pm10 oltre il limite, tra cui quelli delle stazioni di Preneste, che ha raggiunto i 117μg/m3, e di Cinecittà, che ha segnato 92μg/m3.